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Quello che stai visitando è stato per molto tempo lo spazio in cui Roberto Fassone, un mio caro amico, ha mostrato i suoi progetti.
Alla fine di gennaio 2017 però, Vimeo ha fatto chiudere il suo canale Vimeo, a causa di ripetute violazioni di copyright. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un video che documentava un concerto in playback di Roberto (1) di fronte a un pubblico entusiasta (2).

(1) (2)

Roberto ha ricevuto questa pessima notizia all'inizio di una settimana intensa, durante la quale avrebbe dovuto performare più volte. In quel momento non era consapevole del fatto che quell'avviso avrebbe influenzato così radicalmente il suo lavoro.
Bene, la prima performance è avvenuta in un antico teatro anatomico, decorato con statue raffiguranti celebri medici, realizzato in legno d'abete e usato nel passato per lezioni di anatomia. Roberto , assieme al suo ex vicino di casa milanese (un giovane piacente architetto), ha raccontato ed esemplificato una serie di routines per realizzare un'opera d'arte concettuale (3) (nella foto si può ammirare il cambio di dimensione). La performance è andata bene, considerando che aveva avuto l'opportunità di svilupparla altre due volte nel passato: la prima volta, in un cubo bianco nella Città della Quercia, assieme a un veterinario molto alto e gentile (4); e successivamente all'interno dello sconfinato mondo del world wide web.

(3) (4)

La seconda performance era più simile a un gioco. Infatti Roberto aveva invitato alcuni giocatori a sperimentare un software inventato qualche anno prima. Questo gioco, misteriosamente chiamato sibi, genera una moltitudine di bizzarre istruzioni per sviluppare azioni e oggetti fuori dal comune e completamente non funzionali. Curiosamente, un gruppo di giocatori ha risolto il problema sollevato dal software gettando in faccia a Roberto un bicchiere colmo d'acqua e succo di mirtillo (5), mentre dal pubblico si levava l'urlo: "Performance! Performance!".
Ma la settimana non era ancora finita. Infatti qualche giorno dopo avrebbe dovuto recitare la vita dell'artista conosciuto al mondo con il nome di Prince, attraverso un abile collage dei testi delle sue canzoni. Questa era la sua prima volta in teatro. Le luci viola erano accese e la sala era colma di spettatori. Dopo aver iniziato a parlare (6), strappando anche alcune risate al pubblico (la risata è qualcosa a cui Roberto aspira continuamente ma che difficilmente ottiene), il suo cervello è andato in completo black out. Era lì, fermo, incapace di parlare, totalmente perso sul palco. A quel punto dopo aver sussurrato al direttore "Ho avuto un attacco di panico", si è diretto verso i camerini e una volta ritornato sul palco ha ricominciato il monologo. E si è fermato nuovamente. Mortificato per l'accaduto è andato a recuperare i fogli del testo ed è riuscito a concludere la performance. Mentre la metà del pubblico era in imbarazzo o dispiaciuta per l'accaduto (il fratello pensava che sarebbe andato "full Tenco"), l'altra metà pensava che fosse tutto parte della performance.

(5) (6)

E aveva le sue buone ragioni, considerando che Roberto ha la tendenza a confondere il vero con il falso, la realtà con la fiction. Ricordo che una volta mi mostrò una lettera scritta da un famoso attore, scrittore e wrestler statunitense: "Per quanto riguarda il mio non far capire al pubblico se sto scherzando o meno, ci sono momenti in cui la vita vera è più divertente della battuta volontaria. Così cerco di creare l'illusione di una situazione o di un personaggio "reale". In ogni caso, questo va creduto nella sua totalità; se dovessi comunicare al pubblico le mie intenzioni, non avrebbe lo stesso effetto".
Durante uno show a Londra, Roberto ha continuato a dire al pubblico per un intero pomeriggio che il video che voleva mostrare non funzionava (7). Assieme alla sua ragazza invece (le malelingue dicono che sia lei a essere dietro a tutte le sue idee) hanno sostituito la video documentazione di celebri performance degli anni '60 e '70 con video straordinariamente simili trovati su Youtube, tra cui un bimbo che lancia una pallina da tennis contro il soffitto (8), un lemure che cade da un ramo e un brav'uomo che dà le coccole a un coyote.

(7) (8)

La maggior parte delle sue discutibili idee arrivano da sei fonti: l'erba, il tè freddo, la deprivazione del sonno, un eroe croato, un branco di lupi selvaggi e una magnifica coppia lituano/newyorkese, con cui ha pubblicato un libro infinito (9). Inoltre è utile sottolineare come nessuna delle sue idee veda la luce se non in seguito a un riscontro positivo da parte di suo fratello Rinaldo, che sta studiando come un idraulico in salopette, un simpatico gorilla e un maestro di yoga sputafuoco con il dono del teletrasporto possano sopravvivere su un'isola. Mi ricordo anche che, durante una piovosa giornata di novembre, si innamorò di un'idea suggeritagli da un avvocato fiorentino, che aveva confuso un video informativo con una sua opera. Ovviamente Roberto si appropriò del video e ne fece un'opera, dedicandola all'avvocato (10).

(9) (10)

Una volta, dopo non aver dormito per tre giorni di fila ha deciso di assumere un avvocato per aiutarlo a vincere un premio di performance. Cristina, questo il nome dell'avvocato, ha tentato di persuadere una giuria (11) composta da un'artista spagnola, un grande maestro e un iracondo svedese di premiare Roberto per aver avuto l'idea di assumerla. Il serpente si è mangiato la coda ma la giuria non è sembrata soddisfatta. Il premio è andato a un'affascinante storia sugli alieni, raccontata da una maga serba.
Estremamente deluso per il risultato, Roberto ha deciso di dedicare tutte le energie alla sua più grande passione: la pallacanestro. Non molto alto, ma dotato di un grande senso competitivo, ha iniziato a girare la penisola alla ricerca di una squadra adatta alle sue caratteristiche. Con il passare degli anni però, ha lentamente perso smalto e ha trasformato il suo tiro in un oracolo contemporaneo. Per ogni tiro preso ha formulato una domanda riguardo al futuro: "Vedrò mai il paradiso?" "Vivremo mai su altri pianeti?". Se la palla entrava, la risposta era si, se usciva, la risposta era no. La palla non mente (12). O almeno, così dicono.

(11) (12)

Le sue idee si stavano diffondendo nell'aria fino a quando non incrociarono tre sciamani, vestiti con cappelli alla moda e profumati con spezie orientali che guardarono profondamente dentro la sua anima e lo invitarono ad organizzare un evento riservatissimo nel loro splendido riad. Sette collezionisti si ritrovarono così a giocare a un gioco di mimi, durante il quale Roberto impersonò una lunga serie di opere d'arte degli ultimi cent'anni; durante questa speciale occasione finse di essere due orologi, una pinna di squalo, un clown triste, un Priapo giapponese, uno spingitore di ghiaccio, un Semola contemporaneo, uno sterminatore di elettrodomestici, etc... Un affascinante collezionista vinse il gioco, dimostrando la sua grande conoscenza e portandosi a casa un ritratto di Roberto che finge di essere uno scoiattolino suicida (13) .
Qualche mese dopo scoprì che per ogni persona viva nel mondo, ne esistono tredici morte. Cosa succederebbe se tutti i morti fossero presenti con noi sulla terra (14) ? Il mondo riuscirebbe a contenerci? Potremmo realizzare una tenda a partire da questo aneddoto? Tutte queste domande trovarono risposta nel profondo sud, dove con l'aiuto di Leone, un gigante ceco, abili sarte e tre devoti faccendieri riuscì a dare una forma concreta a questa curiosa statistica.

(13) (14)

Tutte queste idee arrivarono dopo le sue prime idee, basate principalmente sul tentativo di rubare e replicare alcune strutture che aveva notato in grandi capolavori. Roberto infatti era rimasto sconvolto dopo aver visto una sala abitata da tutti i segni dello zodiaco: c'erano due veri gemelli, un vero leone, una vera bilancia e così via. Decise così di dar vita concreta al palindromo, una sequenza magica che può essere letta indifferentemente in tutti i sensi, come "i topi non avevano nipoti" o "kayak". Scoprì quattro oggetti che nella sua lingua erano definiti da parole palindrome e li fissò sul muro in due sequenze (15) , tali che la scultura potesse essere ammirata nei due sensi. Chiamò questa sequenza, composta da un'ALA di farfalla, un'ANONA peruviana, una pepita d'ORO dello Yukon e un OSSO di pollo, OTTO, come il numero di oggetti che la componevano.
In quello stesso periodo ebbe la fortuna di leggere un libro francese senza la "E". In tutto il testo non era presente una singola "E". EtrE, Et, jE, lE, dE, allEr, absEnce: nel tomo non era possibile trovare nessuna di queste parole. Una versione spagnola fu redatta senza la "A" e una russa senza la lettera "O". Roberto realizzò la sua versione personale, sviluppando una lezione su come i limiti potessero facilitare la fantasia e la creazione senza mai usare la lettera "R" (16) (è giusto notare come Roberto e suo padre soffrano di rotacismo, o come direbbe lui, votacismo).

(15) (16)

Durante uno dei suoi primi giorni di scuola, un professore gli raccontò la storia di uno stregone taiwanese, il quale passò interi anni della propria vita a completare missioni impossibili: passò un anno della sua vita a timbrare un cartellino ogni ora allo scoccare dell'ora, un altro anno lo visse senza mai entrare in un palazzo o in un rifugio di qualche tipo, compresi automobili, tende, aeroplani o treni; un altro anno ancora lo trascorse rinchiuso in una piccola gabbia di legno, attrezzata solo con un lavandino, alcune luci, un secchio e un lettino. Sentitosi ispirato da queste azioni, Roberto non parlò male di nessuno per tre mesi, alla fine dei quali, grazie anche al supporto di due entusiasti gelatai, lesse davanti al pubblico tutte queste cose (17) che non aveva mai dett ma annotato su un giornaletto. Contemporaneamente allestì un piccolo zoo in una borsone per lo sport: c'erano un puma, tre tori rossi, quattro cammelli, un'oca grigia, sette leoni e quattro pellicani (18) .

(17) (18)

Il peggior giorno del 2017 è stata l'occasione adatta per mostrare la sua collezione al mondo intero. La collezione di Roberto raccoglie le peggiori opere d'arte di un nutrito gruppo di talentuosi artisti: al suo interno potrete trovare un cuore di pietra di mucca mal fatto, un uovo che assomiglia a un pendolo, video sul biliardo e sulle giostre e una serie di dipinti realizzati senza cura nè amore (19) (20).

(19) (20)

Se avrete avuto l'audacia di leggere fino a qui, vi ringrazio per l'attenzione. E se interessati ad altri aneddoti vi consigliò di leggere un libro scritto per quando l'arte scomparirà (21); inoltre un divertente signore svizzero ha avuto l'opportunità di scambiare due chiacchere con Roberto, potreste essere interessati.

(21)

Sempre Vostro,

Pauli

Pauli Accola (1946) è un filosofo, professore e critico indipendente austriaco.
Roberto Fassone (1986) è un giocatore di pallacanestro. Gioca attualmente per l'Affrico Basket a Firenze.

(2) All Blue Everything Mixtape, Macao, Milano, 2016
(3) Fox With The Sound Of Its Owl Shaking, Archiginnasio, Bologna, 2017 (ph. Silvia Bidoli)
(4) Fox With The Sound Of Its Owl Shaking, Mart, Rovereto, 2016 (ph. Jacopo Salvi)
(5) sibi [how to make a conceptual artwork], Museo d'arte contemporanea del castello di Rivoli, Torino, 2017
(6) Nothing Compares 2 Prince, Lavanderia A Vapore, Torino, 2017 (ph. Valeria Mancinelli)
(7) “I’m sorry…it doesn't work…I’m really sorry”, Nahmad Projects, Londra, 2016 (ph. Benedict Johnson)
(8) The Importance Of Being Context (in collaborazione con Valeria Mancinelli), Quadriennale di Roma, Roma, 2016 (ph.Guildor Gallo)
(9) 35 Alternate Covers to this Book, stampato da Friends Make Books, 2015 (ph. Joseph Miceli)
(10) Guido II, Moroso Concept 2017, Udine, 2017 (ph. Riccardo Banfi)
(11) Untitled, Centrale Fies, Dro (Trento), 2015 (ph. Alessandro Sala)
(12) Ball Don't Lie, video still, 2015
(13) Charades, Fantaspazio, Milano, 2016 (ph. Roberto Marossi)
(14) 0 0, Lecce, 2016 (ph. Enrico Carpinello)
(15) Otto, dimensioni variabili, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venice, 2010 (ph. Riccardo Banfi)
(16) Lipogam, Politecnico di Milano, Milano, 2011 (ph. Riccardi Banfi)
(17) I''m such an asshole to make the performance in Bologna, since your brother lives there, Localedue, Bologna, 2016 (ph. Luca Ghedini)
(18) Zoo, Galleria Pananti, Florence, 2014 (ph. Martino Margheri)
(19) (20) Luce sempiterna della mente pura, (dettaglio), Placentia Arte, Piacenza, 2017 (ph. Marco Fava)
(21) If Art Were To Disappear Tomorrow, What Stories Would We Tell Our Kids? (in collaborazione con Giovanna Manzotti), Futurdome, Milano, 2017